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Ottobre il mese della carta |
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L'invenzione della carta è attribuita ai cinesi, in particolare, secondo una leggenda, a Ts'ai Lun, che la ricavò mescolando vecchi stracci, cortecce d'albero e reti da pesca in un calderone: con il calore i materiali si sciolsero per formare una poltiglia omogenea che fu stesa in un foglio sottile.
Attualmente la pasta di cellulosa si ricava dal legno di conifere quali il pino, il larice, l'abete, e di latifoglie come il pioppo, la betulla, l'eucalipto; è spesso ricavata anche da alcune piante annuali come la canapa, il riso, il lino, la juta, la canna da zucchero, l'agave, la paglia di grano.
Ogni anno nel mondo si producono 130 milioni di tonnellate di pasta di legno per la produzione di circa 200 milioni di tonnellate di carta e cartoni. Per ottenere 130 milioni di tonnellate di pasta di legno occorrono circa 400 milioni di tonnellate di legno, corrispondenti mediamente a 500 milioni di alberi alti venti metri di circa trent'anni di età.
Non solo: la produzione della carta comporta un elevato consumo di acqua, da venti a settantacinque volte il peso della carta prodotta.
Ne deriva che il fabbisogno mondiale annuale di carta e cartoni provoca la distruzione di tre milioni e mezzo di ettari di boschi.
Ma è anche vero che la carta è stata storicamente una delle prime voci del riciclo.
Mr Riciklo e lo smaltimento della carta
La carta può essere recuperata e riutilizzata più volte, sei o sette al massimo, con un notevole risparmio nelle importazioni e una conseguente riduzione della quantità di materiale che confluisce in discarica.
Inoltre il riciclaggio della carta offre altri vantaggi:
· in termini di impatto ambientale: per ottenere una tonnellata di carta è richiesto mediamente l'utilizzo di diciassette alberi di alto fusto;
· in termini di risparmio energetico: la produzione di nuova carta con materiale riciclato consente il risparmio di circa il 57% di energia rispetto alla produzione di carta con materiali vergini.
Ma attenzione! Non tutta la carta è riciclabile: la carta sporca e unta, quella dei contenitori del latte, la carta carbone, la carta stagnola, la carta vetrata, la carta catramata, la carta plastificata e in genere tutta la carta abbinata ad altri materiali non è adatta a riciclaggio.
Il riciclaggio della carta da macero, cioè quella recuperata per essere riciclata, segue le seguenti fasi: raccolta; selezione
(dove possibile);
triturazione; compressione della carta in balle di diversi quintali; trasporto delle balle in cartiera; spappolamento della carta;
separazione inquinanti; lavaggio e raffinazione; eliminazione inchiostri; ottenimento di pasta per carta riciclata; processo di produzione della carta; prodotto finale: carta riciclata
A partire dalla fase di spappolamento, la carta da macero segue le stesse fasi di lavorazione della carta nuova con
un'operazione in più e una in meno: in più, perché si aggiungono sostanze sbiancanti per sciogliere l'inchiostro delle scritte e delle
illustrazioni; in meno, perché non si aggiungono le sostanze che sono già presenti nella carta.
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Novembre il mese del vetro |
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Una leggenda racconta che il vetro fu scoperto per caso da alcuni mercanti fenici che si fermarono sulle rive sabbiose di un fiume, e accesero un fuoco. Come appoggio per i vasi, che servivano per cuocere la selvaggina, utilizzarono dei grossi pezzi di natron, un materiale usato per la tintura delle lane, contenente soda. Dopo la cena, si addormentarono lasciando il fuoco acceso e, al risveglio, al posto dei pezzi di natron, trovarono dei blocchi lucidi e trasparenti: vetro.
La storia è bella ma forse non veritiera, in quanto già da oltre un millennio gli egiziani conoscevano e lavoravano il vetro. E' certo comunque che l'arte vetraria nacque in Medio Oriente, dove era applicata la tecnica della soffiatura a caldo. L'utilizzo del vetro per secoli fu limitato alla produzione di vasi e bottiglie, anche se già i romani lo avevano impiegato per c hiudere finestre.
Il vetro è il risultato della fusione di silice di cava, comunemente denominata sabbia (è la materia prima propriamente vetrificante, presente nel composto base nella misura del 70% circa); carbonato di sodio, comunemente denominato soda, e carbonato di calcio. Al composto base si aggiungono alcune sostanze con funzione affinante o colorante. Insieme alla carta, il vetro rappresenta il prodotto intorno al quale in Italia è nata la raccolta differenziata.
Mr Riciklo e lo smaltimento del vetro
Il vetro è un materiale riciclabile all'infinito, senza limiti di rigenerazione. I problemi relativi alla qualità sono pochi in quanto gli eventuali inquinanti possono essere facilmente separati durante le operazioni di lavorazione. Il riciclaggio avviene con la destinazione del rottame di vetro recuperato tramite raccolta differenziata al forno di fusione. Per le caratteristiche proprie della lavorazione del vetro e per quelle del forno stesso, è necessario che dalla raccolta si ottenga un prodotto di buona qualità, privo di inquinanti quali: ferro, alluminio, ceramica.
Inoltre, i vetri si differenziano anche per colore (verde, bianco, ambra) che risulta indelebile per la presenza di alcune sostanze come solfuri, carbone, ossidi di ferro e cromo. Con rottame di colore misto, cioè verde, bianco e ambra, si ottiene solo vetro verde. Per produrre contenitori in vetro bianco e bruno è necessario utilizzare rottame dello stesso colore.
Processo di trasformazione del vetro: in vetreria i rottami di vetro subiscono alcune lavorazioni allo scopo di renderlo riutilizzabile: frantumazione, separazione dagli inquinanti: mediante sistemi elettromagnetici; asportazione dei rifiuti leggeri (grazie a soffiatura o aspirazione vengono eliminati tutti i rifiuti quali legno, carta, capsule di alluminio, etichette); lavaggio; fusione. Il rottame così trattato è pronto per confluire nei forni dai quali usciranno nuovi contenitori.
In Italia la raccolta differenziata del vetro è stata attivata in via sperimentale nel 1976. Attualmente negli stabilimenti vetrai si ricicla oltre un milione di tonnellate di rottame per la produzione di nuovi contenitori: oggi una bottiglia su due è prodotta con vetro recuperato. I contenitori prodotti ogni anno con vetro di riciclo sono circa quattro miliardi e le quantità di vetro riciclato aumentano di anno in anno.
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Dicembre il mese dell'Alluminio |
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L'alluminio, dopo l'ossigeno e il silicio è il terzo elemento più presente sulla terra; eppure, è il più giovane tra i metalli di uso industriale, essendo stato prodotto per la prima volta su scala industriale, solo poco più di cento anni fa.
L'alluminio è presente nella crosta terrestre in forma di composti vari e ne costituisce circa l'8% in peso. Il più significativo tra i minerali che lo compongono è la bauxite, che si trova principalmente nelle aree tropicale e subtropicale, in particolare nei giacimenti della Guyana inglese, della Costa d'Oro in Africa, in Australia, in India. La parola bauxite deriva dal nome (Les Baux) della località situata nel versante francese dei Pirenei, dove fu identificata la prima volta.
L'alluminio esiste in quantità potenzialmente sufficienti a durare tanto a lungo quanto l'umanità: le riserve conosciute di bauxite ci consentirebbero di andare avanti per tremila anni all'attuale tasso di consumo e la scoperta di nuovi giacimenti procede ad una velocità doppia dei quella del consumo.
Tuttavia, mentre la materia prima è di facile estrazione, il processo per isolarne il contenuto in alluminio è alquanto complesso e avviene in due fasi: una chimica e una elettrolitica.
Mister Riciklo e lo smaltimento dell'Alluminio
I "rottami" d'alluminio, non devono essere considerati un rifiuto, bensì un prezioso materiale riutilizzabile. Dall'alluminio usato se ne può ricavare sempre di nuovo senza ricorrere all'estrazione di materia prima.
L'alluminio può essere riciclato soltanto se pulito: corpi estranei come ferro, sostanze sintetiche o sporcizia ne rendono più difficile il riutilizzo.
NON SONO adatte al riciclaggio dell'alluminio: le confezioni rivestite di carta o di sostanze sintetiche come, per esempio, i sacchetti delle minestre preconfezionate; le lattine di banda stagnata e tutti gli altri oggetti in ferro.
SONO adatti al riciclaggio dell'alluminio: cerchioni di bicicletta, padelle; bombolette spray senza nebulizzatore di plastica; lattine per bibite e conserve; barattolini di crema, tubetti di alluminio per uso alimentare e/o medico; fogli di protezione in alluminio delle cioccolate, fogli per uso domestico, coperchietti dello yogurt, contenitori per la congelazione, stampi per i dolci;
Occorre prestare attenzione al simbolo "al" impresso sulle lattine che si prestano alla riutilizzazione.
Processo di trasformazione dell'Alluminio: i barattoli e le lattine recuperate vengono pressati in balle, frantumati in pezzi di piccole dimensioni e separati da eventuali parti di materiale diverso dall'alluminio.
Successivamente il rottame viene trattato a circa 500° C per essere epurato da vernici o altre sostanze aderenti.
Seguono due forni fusori, da cui il materiale fuso arriva ad un forno oscillante. Da questo forno l'alluminio liquido viene colato in placche che saranno trasformate in laminati per la produzione di nuovi barattoli.
L'alluminio ottenuto da riciclo è chiamato "alluminio secondario" e questo nome è la sola diversità che in lo distingue da quello primario.
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Gennaio il mese della frazione umida |
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La frazione organica è costituita dalle sostanze organiche putrescibili provenienti da sfalci di fogliame e scarti di cucine delle famiglie e dei centri di ristorazione collettiva. Costituisce quasi un terzo dei rifiuti solidi urbani.
In natura il ciclo della sostanza organica ha inizio con i vegetali; al secondo anello, gli erbivori, che si nutrono di vegetali; da questi a i carnivori.
Gli escrementi, le secrezioni, le parti morte di tutti questi organismi vengono poi aggredite da piccoli organismi decompositori che, in parte, ritrasformano la sostanza organica in acqua, anidride carbonica e sali minerali, e, in parte, la convertono in humus. L'humus è un particolare tipo di prodotto organico che serve soprattutto a condizionare fisicamente il terreno e a fornire una parte degli elementi nutritivi allo stato minerale necessari alle piante.
Un'esemplificazione di questo ciclo è rappresentata dal bosco. Qui i produttori, cioè alberi, arbusti, piante, erbacce, muschi, con le loro foglie secche e frutti caduti; i consumatori, con i loro escrementi, contribuiscono a formare la lettiera, che subirà una lenta decomposizione, formando sul terreno quel terriccio scuro e profumato tipico del sottobosco, cui sono riconosciute tante importanti proprietà.
Mister Riciklo e lo smaltimento della frazione umida
Il compostaggio sfrutta i processi naturali di decomposizione dei materiali organici, accelerandoli, rispetto a quanto avviene nella lettiera del bosco, tramite opportuni procedimenti.
Questa pratica è vecchissima e da sempre i contadini utilizzano la frazione organica dei loro rifiuti.
Un impianto tipo di compostaggio presenta due stadi distinti di lavorazione:
· selezione e triturazione dei rifiuti solidi urbani: la selezione è generalmente meccanizzata e permette l'eliminazione dei materiali voluminosi, pericolosi e il recupero di quelli riciclabili;
· fermentazione dei rifiuti: basata sull'azione di microrganismi aerobi che degradano, in presenza di ossigeno, la sostanza organica. Come in natura, questo processo comprende le due fasi di mineralizzazione
(produzione di anidride carbonica, acqua , ammoniaca, acido nitrico, ecc.) e la produzione di humus.
Il processo di compostaggio può avvenire per:
compostaggio naturale: i rifiuti vengono lasciati fermentare naturalmente in cumuli di adeguata altezza (circa due o tre metri). E' necessario un continuo rimescolamento della massa per assicurare un adeguato irroramento d'aria.
Il processo, molto lento, richiede dai tre ai sei mesi e produce una discreta mineralizzazione. Semplice ed economico, necessita però di trattamenti successivi di vagliatura, frantumazione, ecc. Questo tipo di compostaggio viene praticato
anche con una preventiva frantumazione dei rifiuti;compostaggio artificiale: i rifiuti vengono inviati in un biostabilizzatore o digestore in cui subiscono processi controllati di decomposizione. Il digestore è costituito da un cilindro rotante metallico munito
di lame interne con funzione di triturazione e rimescolamento continuo della massa in fermentazione.
Un sistema di tubazioni garantisce l'aerazione ottimale della massa di rifiuti accelerando la fermentazione e bloccando i fenomeni di decomposizione anaerobia. Tutto il processo, compresa la maturazione in aia, ha una durata dai quindici ai quarantacinque giorni.
In media da un chilogrammo di rifiuti si ottengono 300 grammi di compost.
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Gennaio il mese della frazione umida |
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La frazione organica è costituita dalle sostanze organiche putrescibili provenienti da sfalci di fogliame e scarti di cucine delle famiglie e dei centri di ristorazione collettiva. Costituisce quasi un terzo dei rifiuti solidi urbani. In natura il ciclo della sostanza organica ha inizio con i vegetali; al secondo anello, gli erbivori, che si nutrono di vegetali; da questi a i carnivori.
Gli escrementi, le secrezioni, le parti morte di tutti questi organismi vengono poi aggredite da piccoli organismi decompositori che, in parte, ritrasformano la sostanza organica in acqua, anidride carbonica e sali minerali, e, in parte, la convertono in humus. L'humus è un particolare tipo di prodotto organico che serve soprattutto a condizionare fisicamente il terreno e a fornire una parte degli elementi nutritivi allo stato minerale necessari alle piante.
Un'esemplificazione di questo ciclo è rappresentata dal bosco. Qui i produttori, cioè alberi, arbusti, piante, erbacce, muschi, con le loro foglie secche e frutti caduti; i consumatori, con i loro escrementi, contribuiscono a formare la lettiera, che subirà una lenta decomposizione, formando sul terreno quel terriccio scuro e profumato tipico del sottobosco, cui sono riconosciute tante importanti proprietà.
Mister Riciklo e lo smaltimento della frazione umida
Il compostaggio sfrutta i processi naturali di decomposizione dei materiali organici, accelerandoli, rispetto a quanto avviene nella lettiera del bosco, tramite opportuni procedimenti. Questa pratica è vecchissima e da sempre i contadini utilizzano la frazione organica dei loro rifiuti. Un impianto tipo di compostaggio presenta due stadi distinti di lavorazione:
· selezione e triturazione dei rifiuti solidi urbani: la selezione è generalmente meccanizzata e permette l'eliminazione dei materiali voluminosi, pericolosi e il recupero di quelli riciclabili;
· fermentazione dei rifiuti: basata sull'azione di microrganismi aerobi che degradano, in presenza di ossigeno, la sostanza organica. Come in natura, questo processo comprende le due fasi di mineralizzazione (produzione di anidride carbonica, acqua , ammoniaca, acido nitrico, ecc.) e la produzione di humus. Il processo di compostaggio può avvenire per:
compostaggio naturale: i rifiuti vengono lasciati fermentare naturalmente in cumuli di adeguata altezza (circa due o tre metri). E' necessario un continuo rimescolamento della massa per assicurare un adeguato irroramento d'aria. Il processo, molto lento, richiede dai tre ai sei mesi e produce una discreta mineralizzazione. Semplice ed economico, necessita però di trattamenti successivi di vagliatura, frantumazione, ecc. Questo tipo di compostaggio viene praticato anche con una preventiva frantumazione dei rifiuti;compostaggio artificiale: i rifiuti vengono inviati in un biostabilizzatore o digestore in cui subiscono processi controllati di decomposizione. Il digestore è costituito da un cilindro rotante metallico munito di lame interne con funzione di triturazione e rimescolamento continuo della massa in fermentazione. Un sistema di tubazioni garantisce l'aerazione ottimale della massa di rifiuti accelerando la fermentazione e bloccando i fenomeni di decomposizione anaerobia. Tutto il processo, compresa la maturazione in aia, ha una durata dai quindici ai quarantacinque giorni. In media da un chilogrammo di rifiuti si ottengono 300 grammi di compost.
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Febbraio il mese delle pile |
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Alcuni rifiuti particolari pur non essendo recuperabili richiedono un conferimento separato con determinate modalità. Tra questi sicuramente le pile esauste
La storia dell'energia elettrica comincia proprio con una pila elettrica, costruita alla fine del Settecento da Alessandro Volta. Oggi le pile danno energia a strumenti e apparati usati per lo studio, il lavoro, il tempo libero e le attività domestiche. In un anno ciascuno di noi getta in media 400 g di pile usate! Esistono due tipi di pile: comuni, alcaline o a zinco-carbone, usate per giocattoli, registratori, ecc., e specialistiche, al mercurio e miniaturizzate, usate per orologi, fotocamere, apparecchi acustici. Le pile contengono acidi e metalli pesanti (piombo, mercurio, manganese, litio, cadmio), inquinanti per l'ambiente. Queste sostanze non vengono smaltite dall'organismo, passano da una specie all'altra tramite la catena alimentare e accumulandosi provocano gravi danni (la dose di mercurio letale per l'uomo é di soli 1,5 g).
PILE ELETTRICHE: E' quindi indispensabile la raccolta differenziata delle pile, tramite gli appositi cestini e contenitori che trovate lungo molte strade e spesso anche vicino alle scuole. Le pile saranno poi smaltite in impianti specializzati, dove sono rinchiuse in blocchi di cemento per evitare qualsiasi dispersione di sostanze nocive nell'ambiente; oppure vengono incenerite.
BATTERIE ESAUSTE : Le batterie degli autoveicoli non più utilizzabili vanno obbligatoriamente consegnate presso gli appositi consorzi o al proprio meccanico di fiducia per essere smaltite in sicurezza.
Mister Riciklo e lo smaltimento delle pile Le pile sono estremamente dannose per l'ambiente perché contengono mercurio e metalli pesanti. Se disperse nell'ambiente il graduale effetto della decomposizione libererebbe sostanze altamente inquinanti. Ecco perché si consiglia di non disperdere le pile esauste né di smaltirle insieme agli altri rifiuti. Occorre quindi, in questi casi soprattutto, attenersi scrupolosamente alla raccolta differenziata.
La raccolta avviene mediante appositi contenitori stradali posizionati generalmente in postazioni presso i rivenditori di pile.
E' importante sapere che l'unico modo per smaltire le pile esauste è quello di chiuderle in blocchi di cemento allo scopo di isolarle dall'ambiente. Per questo motivo è buona norma scegliere quando possibile pile ricaricabili senza mercurio ed apparecchiature alimentabili dalla rete elettrica.
RECUPERO PILE
Sono allo studio vari metodi per recuperare almeno parte dei metalli pesanti usati nelle pile. Per ora i migliori risultati vengono dal recupero dell'ossido di mercurio contenuto nelle pile a bottone per usi specialistici.
RECUPERO BATTERIE
Le batterie esauste contengono il 60-65% di piombo, il 25-28% di acido solforico e l'8-10% di materie plastiche. Se sono raccolte e lavorate in appositi impianti, si pu~ recuperare buona parte di questi elementi, da riusare in vari settori con notevoli risparmi energetici. Il piombo, in particolare, é riutilizzato per nuove batterie, nell'industria ceramica, in edilizia e per apparecchi radiologici.
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Marzo il mese dei farmaci scaduti |
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Anche questo caso parliamo di un tipo di rifiuto che seppur non riciclabile è comunque opportuno differenziare dal contesto dei rifiuti domestici.
I farmaci contengono infatti sostanze che se disperse nell'ambiente o nelle discariche insieme agli altri rifiuti domestici possono essere molto pericolosi. Ecco la ragione per cui ciclicamente è opportuno controllare la "farmacia" di casa, verificando le date di scadenza dei farmaci ivi contenuti.
Quelli ormai scaduti, e quindi non più utilizzabili, vanno depositati negli appositi contenitori ubicati nei pressi delle farmacie, in modo da poter essere successivamente trattati e resi innocui nei centri autorizzati.
I farmaci scaduti, prima di essere deposti nei contenitori, vanno separati dagli involucri costituiti da cartoncino.
Mister Riciklo e lo smaltimento dei farmaci scaduti
Come dicevamo tutti i medicinali contengono sostanze chimiche, molte delle quali tossiche e potenzialmente dannose per
l'ambiente e la salute pubblica. Ecco perché è opportuno procedere alla loro raccolta differenziata attraverso
gli appositi contenitori, sono molto diffusi e spesso posizionati nei pressi delle farmacie. I medicinali così raccolti raccolti
saranno poi portati in appositi impianti di incenerimento; le ceneri sono poi raccolte e portate in apposite discariche, dove possono
essere sigillate in contenitori di cemento, per evitare la dispersione nell'ambiente di sostanze potenzialmente tossiche e nocive.
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Aprile il mese della Plastica |
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La plastica è uno dei materiali più caratteristici e diffusi nella nostra società; sarebbe oggi impensabile
vivere senza di essa, cioè di esse, perché di plastiche ne esistono molti tipi che hanno in comune solo la plasticità,
cioè la capacità di essere modellate dall'azione del calore e della pressione, oltre alla leggerezza e alla facile lavorabilità.
Per secoli l'uomo ha utilizzato materie plastiche naturali, quali l'ambra, il corno, l'osso, la tartaruga, la gommalacca, tutte modellabili dal calore e in grado di assumere forme ben definite se sottoposte a pressione.
Nel 1839 Charles Goodyear scoprì che, dalla combinazione di lattice o gomma con quantità variabili di zolfo, poteva produrre gomma resistente ed elastica. Nel 1868 due americani, John e Jaiah Hyatt, brevettarono una miscela di canfora e nitrocellulosa, la celluloide. La scoperta avvenne nel tentativo di risolvere un problema di trovare un sostituto dell'avorio per la fabbricazione di palle da biliardo, che non erano sempre perfettamente sferiche e costavano ore di lavorazione, nonché la vita degli elefanti. L'industria delle materie plastiche iniziò nel 1907 in seguito alla realizzazione della bakelite,
la prima vera plastica interamente sintetica, e la produzione fu avviata su scala industriale tra il 1930 e il 1940.
Mister Riciklo e lo smaltimento della plastica
Le plastiche rappresentano il 9% dei materiali deposti nelle discariche e sono indistruttibili nei secoli, in quanto non esistono batteri in grado di metabolizzarle.
Ecco perché diventa così importante riciclare la plastica: i contenitori in plastica per liquidi provenienti dalla raccolta differenziata, sono separati nei centri di Selezione e Stoccaggio da eventuali altri rifiuti, e, successivamente, suddivisi in base alle matrici polimeriche: PE, PVC, PET.
Risultati indubbiamente vantaggiosi si possono ottenere attraverso il riciclo energetico. Dalle bottiglie e dai flaconi in plastica è infatti possibile ottenere prodotti combustibili ad alto potere calorifico e molto puri che, oltre a non comportare aggravi sul piano ambientale rispetto ai combustibili tradizionali, possono essere utilizzati in modi diversi. Dalla combustione dei contenitori in plastica per liquidi, in pratica, può essere ricavata energia termica e/o elettrica.
E naturalmente dalla plastica si può ottenere altra plastica, fibre di nylon - gli stessi morbidi pile che ci scaldano d'inverno.
Tanti tipi di plastica:
POLIETILENE (PE): E' il più diffuso, economico e versatile. Si usa per la fabbricazione di sacchetti in plastica, teloni agricoli, sacchi per la spazzatura, sacchi industriali, bottiglie per il latte, fusti, taniche, cassette, contenitori per pitture e casalinghi, tappi, chiusure, cappucci spray, nastri adesivi, materiali da imbottitura.
POLIAMMIDI (PA): il prodotto più noto è il nylon, utilizzato per la sua resistenza alla trazione meccanica.
POLIPROPILENE (PP): per le sue proprietà è usato per stoviglie, confezioni per gelato e yogurt, siringhe monouso, secchi per vernici e spazzatura, film, sacchi industriali.
POLIETILENTEREFTALATO (PET): applicato inizialmente nel campo delle fibre sintetiche, è stato usato poi nel settore dell'imballaggio nella produzione di bottiglie per bevande gasate e contenitori trasparenti.
CLORURO DI POLIVINILE (PVC): è impiegato soprattutto per le bottiglie per acque minerali non gassate, pellicole per film, bottiglie e flaconi per detersivi, shampoo e cosmetici, sacchetti, alveoli per frutta, uova, cioccolatini, fiale, corde. E' trasparente e ha ottime proprietà meccaniche.
POLIUTERANO (PUR): è utilizzato nell'industria automobilistica per i paraurti e nell'arredamento come gommapiuma.
POLISTIROLO (PS): presenta ottime qualità estetiche, facilità di decorazione, buona trasparenza, è inodore e poco permeabile all'acqua; è usato per bicchieri, posate, coppette per gelato e yogurt, tappi, chiusure e cappucci spray e, nella sua forma espansa, per imballaggi protettivi di oggetti.
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Maggio il mese dei rifiuti speciali |
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Come abbiamo già visto alcuni rifiuti particolari pur non essendo recuperabili richiedono un conferimento separato con determinate modalità.
IN GENERALE I RIFIUTI INGOMBRANTI. non devono essere lasciati di fianco ai cassoni per la raccolta RSU nè abbandonati sul territorio: è un atto contrario alla legge per cui si può essere perseguiti e multati, oltreché un gesto di inciviltà. Si possono consegnare all'area ecologica. Naturalmente gli oggetti ingombranti costituiti da materiali recuperabili sono avviati al riciclaggio.
I RIFIUTI SPECIALI. sono i rifiuti da lavorazioni industriali; i rifiuti da attività commerciali; i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi; i rifiuti derivanti da attività sanitarie; i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti
I RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI. sono quei rifiuti generati dalle attività produttive che contengono al loro interno un'elevata dose di sostanze inquinanti. Per questo motivo, la loro gestione deve essere finalizzata alla loro innocuizzazione, ovvero ad un trattamento che ne riduca drasticamente la pericolosità.
Mister Riciklo e lo smaltimento dei rifiuti speciali
Questi rifiuti, se non sono presenti dei contenitori specifici, vanno consegnati direttamente presso una piattaforma di raccolta. Data la pericolosità delle sostanze contenute, la raccolta non é finalizzata al recupero, ma alla riduzione dei possibili effetti inquinanti causati dalle sostanze contenute in queste confezioni. Per le stesse ragioni il successivo smaltimento deve avvenire in condizioni di massima sicurezza, utilizzando varie tecniche, come l'incenerimento o l'inertizzazione, oppure mediante l'immagazzinamento a tempo indeterminato.
Altri. speciali: NEON e LAMPADINE
Un tempo la sola luce disponibile era quella del fuoco. L'arrivo dell'elettricità ha cambiato il volto delle città e il nostro modo di vivere e di lavorare. Le lampadine elettriche e alogene non vanno disperse nell'ambiente. I neon contengono un gas (il neon, appunto) nocivo per l'ambiente. Neon e lampadine elettriche, quando non funzionano più, vanno quindi consegnate alle piattaforme di raccolta. Questi rifiuti pericolosi e anche altri, come i termometri a mercurio, vanno consegnati nei centri specializzati o presso le piattaforme di raccolta.
TONER E NASTRI. La diffusione di macchine da scrivere, fotocopiatrici e stampanti ha reso comodo e veloce il lavoro, lo studio e anche il tempo libero. Toner e cartucce inchiostrate esauriti contengono residui di sostanze chimiche, nocive per l'ambiente e per l'uomo. Per questo motivo toner, nastri e cartucce vengono raccolti da consorzi e aziende speciali.
OLI ESAUSTI. Gli oli sono: di origine minerale/sintetica, usati per motori e macchinari, o di origine vegetale, per usi di cucina. Entrambi sono molto inquinanti se dispersi nell'ambiente: si infiltrano nel terreno e possono contaminare le falde d'acqua.
Un solo chilo d'olio, versato sulla superficie di uno specchio d'acqua, forma una pellicola impermeabile grande come un campo da calcio, in grado di impedire la vita alla flora e alla fauna sottostante. Quindi gli oli vanno smaltiti in centri specializzati dove sono rigenerati o bruciati per produrre energia.
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Giugno il mese delle Conclusioni |
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Siamo giunti alla fine di questo percorso che ci ha accompagnato per tutto l'anno scolastico.
Tre i principi fondamentali sui quali abbiamo voluto porre la nostra e soprattutto la vostra attenzione:
PREVENZIONE: riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti prodotti
RICICLAGGIO e RECUPERO
SMALTIMENTO finale, in condizioni di sicurezza con riduzione del ricorso alla discarica.
La politica Ambientale si pone come obiettivo prioritario la riduzione sia della quantità, sia della pericolosità dei rifiuti prodotti, sia del flusso dei rifiuti avviati allo smaltimento. A tal fine prevede e disciplina specifiche azioni per intervenire alla fonte nel processo produttivo e per agevolare ed incentivare nell'ordine il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti prodotti. Infine i rifiuti non recuperati né recepiti devono essere smaltiti in condizioni di sicurezza, con una progressiva riduzione del flusso dei rifiuti avviati in discarica.
Questo tipo di impegno è in grado di produrre:
una drastica riduzione dei consumi energetici; dell'uso di materie prime; della produzione dei rifiuti; delle emissioni inquinanti nei comparti ambientali (aria,acqua, suolo);
un netto miglioramento dei prodotti eco-compatibili; delle condizioni di lavoro degli addetti; della competitività delle imprese.
Uno "SVILUPPO" Sostenibile
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